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31 luglio 2006

Sgominata la prima associazione per delinquere italiana su internet

fonte: punto-informatico



No, non sono riusciti a portarsi via (tutto) il bottino i 6 membri di una organizzazione criminale attiva da lungo tempo in Internet e che, a quanto pare, è riuscita a mietere vittime tra moltissimi utenti italiani. La Polizia Postale di Catania e di Roma ha infatti concluso le proprie indagini sulle attività dei 6 traendoli tutti in arresto.


Gli inquirenti hanno iniziato a lavorare sulle attività di questa associazione a delinquere nel dicembre del 2004: dalle segnalazioni ricevute e dal monitoraggio dei siti di e-commerce, era emerso il sito www.fromswisstoeurope.com, che dava nell'occhio per l'offerta di prodotti elettronici ed informatici a prezzi "troppo" convenienti.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, ha messo in risalto un network di siti con cui venivano messi a segno i raggiri che hanno portato nelle tasche dei 6 delinquenti centinaia di migliaia di euro ai danni di centinaia di utenti Internet. Tra questi siti sono stati individuati superaffari.cjb.net, utenti.lycos.it/lerstock, fraslek.com, cofter.com e aersof.cjb.net.

I 6 erano estremamente organizzati secondo gli inquirenti, tanto che per mettere in piedi quei siti e costruire vetrine "attendibili" gestite da società fittizie si sono avvalsi di documenti falsi frutto di rapine, siti con cui riuscivano - si legge in una nota diffusa dalla Polpost - "a trarre in inganno anche i navigatori più smaliziati".

Nel corso delle indagini è emerso come i 6 avessero una conoscenza profonda di tutti i prodotti che fingevano di vendere, conoscenze che sfruttavano per convincere della bontà dell'operazione e della propria società gli utenti che cercavano maggiori informazioni. Questi ultimi pagavano in anticipo i prodotti mediante vaglia postale online.

Il vaglia online, come noto, permette di inviare denaro a chicchessia senza dover disporre di un conto corrente bancario o postale. Questo sistema di pagamento, spiegano alla PolPost, consentiva ai 6 di riscuotere le cifre sottratte alle proprie vittime in qualsiasi ufficio postale italiano: una procedura che ha loro evitato di essere intercettati dalle forze dell'ordine mentre riscuotevano i profitti delle truffe.

"L'organizzazione - spiega la nota - era strutturata in modo assai complesso e funzionale:
- telefonisti che si correlazionavano con i clienti/vittime invitando questi ultimi, una volta effettuato il pagamento, a comunicare loro il numero del vaglia online e la password per incassarlo;
- soggetti che andavano presso gli Uffici Postali ad incassare i Vaglia online;
- soggetto che riceveva dai telefonisti via sms, su un telefono cellulare "pulito", i codici per la riscossione dei vaglia ed accompagnava in macchina i complici per l'incasso".

Fino a quando la PolPost non ha stretto le maglie dell'indagine, anche grazie alla collaborazione attivata con Poste Italiane, il giochino funzionava garantendo quello che gli inquirenti definiscono "il più completo anonimato". Questo perché l'attività così organizzata non prevedeva punti di contatto diretti tra telefonisti e soggetti deputati all'incasso che operavano peraltro con documenti fasulli. Per sfuggire così a lungo all'identificazione e all'arresto, spiegano alla PolPost, i 6 avevano usato anche decine di diverse utenze telefoniche intestate ai propri alias: Gianni Rigoni, Mario Antonelli e Ferdinando Torriani.

La PolPost segnala anche che l'indagine appena conclusa è la prima che porta alla scoperta di una "associazione a delinquere che opera esclusivamente su Internet ed i cui rapporti sono regolati prioritariamente da contatti virtuali e telematici".


1 commento:

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